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Vita da Allievi Sottufficiali: intervista a un Allievo Maresciallo della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri.

Allievi Marescialli e Brigadieri Carabinieri
Indice dei contenuti

La formazione degli Allievi Marescialli Carabinieri, una volta vinto il relativo concorso, si svolge presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, a Firenze, presso la caserma “Felice Maritano”.

La preparazione di base dei futuri Sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri prevede, oltre che l’apprendimento delle discipline militari, il conseguimento di una laurea triennale: un percorso, quello proposto, mirato a formare un personale efficiente e competente.

Per avere informazioni più dettagliate, circa il percorso all’interno della Scuola, abbiamo posto alcune domande a un Allievo Maresciallo da poco graduato e perciò oramai prossimo a concludere questo iter.

Come si svolge la giornata tipo di un Allievo Maresciallo dei Carabinieri?

Generalmente la sveglia è alle 6 di mattina, dopodiché segue l’adunata, cioè una riunione ordinata di tutti gli Allievi, divisi per anni e plotoni. In seguito, si svolge il conteggio, una sorta di appello durante il quale si prende nota delle presenze e delle eventuali assenze, dovute a esempio a ritardi o indisposizioni; nel caso di queste ultime, deve essere “chiesta visita”, ossia il permesso di recarsi in infermeria.

Successivamente ci si reca a mensa per la colazione, a cui segue una nuova adunata nel piazzale principale della Scuola, la Piazza d’Armi, in vista dell’alzabandiera: questo è senza dubbio il momento topico della giornata di un militare, poiché, dopo la presentazione della Forza ai vari Comandanti, si rende omaggio collettivamente alla bandiera con solennità, silenzio e piena consapevolezza del proprio ruolo al servizio della Nazione.

Terminata la cerimonia, si marcia sul piazzale e ci si reca in aula per le lezioni, che hanno inizio alle 8 e terminano intorno alle 17, intervallate dalla pausa pranzo. Si ha poi un’ora e mezza di studio obbligatorio a cui segue il tempo libero.

La sera, il segnale di silenzio è alle 23, orario dopo il quale è tassativamente proibito girare per la Scuola, ad eccezione di eventuale impiego in qualche servizio.

Qual è l’iter didattico di un Allievo Maresciallo dei Carabinieri? Quali materie studia?

Al termine dei tre anni si consegue la Laurea di primo livello in “Scienze Giuridiche della Sicurezza” (convenzionata con l’Università di Firenze) ma, a differenza di un normale percorso universitario, questo iter prevede lo studio di materie sia civili che militari, le cui competenze sono specifiche per ogni anno.

Si studia molto Diritto, incentrato in particolare su ciò che riguarda i servizi alla giustizia e il lavoro, ma non solo: sono inclusi anche corsi come criminologia e materie specifiche in ambito Polizia e indagini.

Lo studio che si fa all’interno della Scuola Marescialli quindi si discosta da quello delle università civili, poiché è apposito per essa, così come le modalità con cui viene svolto, poiché ci sono dei tempi previsti e definiti da dedicarvi. Bisogna dunque fare i conti con i ritmi concessi dalla Scuola, e adottare perciò il metodo che essa impone.

Come viene gestito quindi il tempo da dedicare allo studio e alla formazione dell’Allievo Maresciallo dei Carabinieri?

I primi due anni, a causa dell’elevato numero di contrappelli richiesti, marce ecc. (fondamentali per la formazione del personale militare), i tempi a disposizione per lo studio e la formazione sono limitati e devono perciò sin da subito essere gestiti nel miglior modo possibile. Al terzo anno, poiché risulta già sostenuta la maggior parte degli esami, si è un poco più liberi e ci si dedica maggiormente alle ricerche per la tesi di laurea.

Durante il primo anno si ha a disposizione circa un’ora e mezza di studio obbligatorio dopo le lezioni pomeridiane, e questa fascia viene intervallata dalla cena, a cui si va a turni. Si studia solo in aula studio, dove è tassativamente proibito avere con sé, come del resto a lezione, cellulare e pc, ma esclusivamente carta e penna, oltre al materiale cartaceo (qualora sia reso possibile recarsi in copisteria). Tutto questo responsabilizza molto l’allievo, che comincia a imparare sia ad organizzare al meglio il proprio tempo che a capire quanto sia importante seguire le lezioni senza supporto tecnologico, per una memorizzazione e uno studio più efficienti e veloci.

Dal secondo anno viene concesso l’uso di pc o tablet (ovviamente dietro rigido controllo) durante le lezioni e il cellulare nelle pause: lo studio comincia a farsi perciò più “semplice” grazie alle comodità informatiche (dalla possibilità di scaricare contenuti multimediali alla scrittura al computer).

Infine, al terzo anno vige più libertà rispetto all’uso di manuali, strumenti informatici, e altro: del resto, dopo i due anni trascorsi si ha la maturità per capire come studiare e, soprattutto, l’importanza dello studio stesso, che non deve ridursi solamente a una questione di punteggio per la graduatoria finale. Poiché tutto ciò che si studia nel triennio sarà fondamentale per il lavoro del Maresciallo, è bene che l’apprendimento delle nozioni non sia superficiale ma ben assimilato per poterlo mettere in pratica al meglio. Personalmente ho avuto la consapevolezza di questo in particolar modo durante i tirocini inter-accademici (uno da Carabiniere, della durata di 15 giorni, e uno da Maresciallo Carabiniere di 40 giorni), dove ho potuto constatare quanto sia indispensabile conoscere bene gli insegnamenti appresi per poterli poi applicare con profitto.

E per quanto riguarda lo sport?

L’attività fisica è sicuramente fondamentale per un militare, la cui formazione non può prescindere da essa: sono previste ore sia per la ginnastica che per la difesa personale.

Le discipline sportive sono le più classiche, e riguardano la corsa, la fune, il salto in alto, le trazioni, i piegamenti, ecc. È importantissimo essere il più performanti possibile, perciò è necessario allenarsi non solo nelle ore di ginnastica, ma anche autonomamente nei momenti liberi.

Per quanto riguarda il corso di difesa personale, esso si compone di arti marziali condensate: chi ha un trascorso personale in questo ambito è sicuramente più avvantaggiato nell’affrontare questa parte di formazione. Mi sentirei di consigliare di allenarsi anche in attività come il kick boxing in vista della preparazione al concorso, almeno per imparare la coordinazione corporea e i movimenti alla base di quest’attività sportiva.

Come sono organizzate le libere uscite? Come hai gestito i tuoi rapporti all’esterno della Scuola?

Le libere uscite, sin dal primo anno, sono previste tutti i giorni, e gli orari in cui esse vengono concesse dipendono da quelli delle lezioni; poi ci sono le libere uscite del fine settimana, dal sabato pomeriggio alla domenica. Ovviamente per chi abita lontano, come nel caso della maggior parte degli allievi, risulta piuttosto difficoltoso tornare a casa nei weekend.

Viene da sé che i rapporti affettivi devono sicuramente avere alla base legami solidi per non essere scalfiti dai periodi trascorsi a distanza. Grazie a questa consapevolezza, personalmente, non ho avuto problemi a gestirli.

Hai consigli da dare a chi aspira a intraprendere questo percorso, anche in virtù della tua esperienza?

Vorrei lanciare in primo luogo un monito: tutto ciò che succede dentro la Scuola lo si deve vivere come una sorta di percorso interiore. Capiterà un sacco di volte, specie durante il primo anno, di venire rimproverati dai propri Comandanti di plotone in maniera concitata anche per la più singolare inezia, ma ciò non deve assolutamente essere preso sul personale, poiché tutto è mirato a mettere alla prova il carattere. I rimproveri saranno spesso accompagnati da motivazioni che sembrano assurde, ma hanno il duplice scopo di verificare se si è in grado di mantenere il controllo della situazione e misurare la capacità dell’Allievo Maresciallo di distinguere le questioni e analizzarne il contesto (dalle situazioni meno importanti a quelle più serie e degne di attenzione). Nella vita di un Maresciallo Carabiniere capiterà infatti innumerevoli volte di affrontare problematiche serie così come fatti di poco conto: è perciò fondamentale che si impari quanto prima a capire su cosa valga la pena concentrare tempo, risorse, mezzi e personale. Bisogna quindi prendere tutto ciò che accade nella Scuola come una crescita personale, fare tesoro di ogni più piccolo dettaglio e assimilarlo, senza lasciarsi assalire dalle emozioni negative e dall’ansia.

Un altro consiglio che voglio dare, specie nel rapporto con gli altri Allievi, è imparare ad ascoltare. Ognuno ha da insegnare qualcosa all’altro: è fondamentale infatti vedere e scoprire il pregio che ciascuna persona ha, e saperlo prendere come esempio.

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