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Portaerei Garibaldi e Trieste. Storie di mare.

Addio alla nave Garibaldi che va in pensione e lascia il posto alla nave Trieste, nuova portaerei multiruolo della Marina Militare Italiana.

Portaerei Garibaldi e Portaerei Trieste
Indice dei contenuti

Ancora una storia che si chiude

Dal primo ottobre prossimo, dopo 40 anni, è arrivato il momento dell’addio all’operatività della portaeromobili Giuseppe Garibaldi, che andrà in disarmo. Il Garibaldi è la nave che ha fatto la storia moderna della Marina Militare. In primis è stata la prima portaerei navale che può impiegare sia elicotteri sia aerei a decollo verticale e/o corto. Lunga 180 metri e larga una trentina al ponte, è stata varata il 4 giugno del 1983.

Il futuro della portaerei Garibaldi

Il futuro della nave portaerei Giuseppe Garibaldi è ancora tutto da decidere, ma un’ipotesi prevede che possa essere riconfigurata come piattaforma per il lancio di satelliti civili e militari sulla base del programma “Simona” (Sistema di messa in orbita da piattaforma navale). Il programma, ancora in fase di studio, dovrebbe essere realizzato con fondi europei.
Un’altra ipotesi, anche se meno probabile visti gli alti costi di mantenimento, potrebbe essere quella che la nave Garibaldi possa diventare un museo. Fortunatamente, anche se in ritardo rispetto ad altri paese europei e mondiali, anche in Italia da alcuni anni si è sviluppato la voglia e la cultura del custodire la storia. La volontà di musealizzare unità navali che, per il loro impiego o caratteristiche costruttive, hanno fatto l’epopea della nostra Marina c’è ed è stata già dimostrata. Esempi sono il sommergile Enrico Toti a Milano, del Nazario Sauro a Genova e l’Enrico Dandolo a Venezia tanto per rimanere su unità di un certo tonnellaggio. Purtroppo non ce l’ha fatta la vecchia nave ammiraglia della Marina Militare, l’incrociatore lanciamissili portaelicotteri Vittorio Veneto, che il giorno 8 giugno del 2021 ha attraversato per l’ultima volta a rimorchio il ponte girevole di Taranto con destinazione Aliaga, in Turchia, per la demolizione. È stata la prima nave a essere impiegata nelle missioni internazionali e la sua partenza da Taranto, così come il suo rientro, sono stati sempre salutati dalla folla assiepata alle ringhiere del canale navigabile e del lungomare.

La nave sostituta della portaerei Garibaldi è la Trieste

L’ex nave ammiraglia Garibaldi uscirà dalla squadra navale per fare posto alla Trieste. Unità anfibia multiruolo, nonché nave più grande mai costruita da Fincantieri per la Marina Militare Italiana. In realtà prenderà il posto di nave Cavour quale nave ammiraglia della flotta navale. La nuova unità, tecnicamente definita Landing Helicopter Dock (LHD), rientra nell’importante quadro del programma navale di rinnovamento della flotta militare d’altura italiana, avviato con la legge di stabilità 2014, “al fine di assicurare il mantenimento di adeguate capacità nel settore marittimo a tutela degli interessi di difesa nazionale”. Varata nel maggio del 2019 a Castellammare di Stabia, nell’agosto del 2021 ha iniziato le prime prove in mare. Avrà un tonnellaggio di circa 33.000 tonnellate e sarà lunga circa 250 metri. Dal design innovativo si rifà allo stile della portaerei inglese Queen Elizabeth. Infatti, presenterà due isole distinte, la prima (quella di prua) per il comando della nave e la navigazione, la seconda (quella di poppa) per la gestione ed il controllo delle operazioni di volo. Questo assetto ha una triplice funzione, garantendo infatti un maggior raggio visivo, più spazio sul ponte di volo e anche una gestione più fluida ed efficiente delle varie attività.

Nello specifico, i vantaggi operativi e funzionali della configurazione a due isole sono descritti di seguito:

  • aumento dell’area del ponte di volo;
  • riduzione della turbolenza dell’aria sul ponte di volo;
  • una maggiore flessibilità di allocazione dello spazio nei ponti inferiori;
  • il centro di controllo di volo nell’isola di poppa è nella posizione ottimale per il
  • controllo dell’avvicinamento critico dell’aereo e degli atterraggi sul ponte;
  • incorporare un design a doppia isola separa la gestione della nave dalle operazioni
  • di volo;
  • maggiore visibilità delle operazioni;
  • aumento della sopravvivenza dell’unità navale.


La nave Trieste è la più grande unità navale del dopoguerra

La nave anfibia multiruolo Trieste è la più grande unità navale militare mai costruita in Italia dal dopoguerra a oggi; è stata progettata per svolgere missioni ad ampio spettro, sfruttando la sua intrinseca flessibilità d’impiego e di riconfigurazione di capacità. La nave è in grado di esprimere, senza soluzione di continuità, una rilevante proiezione di forza a lungo raggio, sul mare e dal mare, di molteplici assetti operativi, militari e di supporto umanitario, con elevata prontezza ovunque sia richiesto. Al suo interno si trova anche un bacino allagabile per i mezzi anfibi, un ponte garage in grado di ospitare 1200 metri lineari di veicoli gommati e cingolati (LEOPARD 2-A8, C-2 ARIETE, CENTAURO-2, veicoli anfibi VBB etc..), sia civili che militari, un ospedale che punta alla massima certificazione Nato. Questo comporta che, imbarcati reparti di volo, Brigata San Marco e Comsubin, il Trieste arriva in pratica a raddoppiare il proprio equipaggio base.
L’unità ospiterà un Comando complesso di Componente Navale (NATO MCC), ovvero un Comando di Task Force Anfibia (CATF) il tutto nell’ottica di una possibile futura attività di cooperazione e interoperabilità anche con i mezzi dello US Marine Corps (USMC) e i mezzi anfibi LCM/LCU (Landing Craft MechanizedLanding Craft Utility) e LCAC (Landing Craft Air Cuschion). Inoltre, potrà trasportare e proiettare a terra una forza anfibia di circa 600 uomini, impiegando il suo citato ampio bacino allagabile, impiegando anche i più moderni aeromobili oggi in dotazione alla Marina: F-35B STOV/L, SH-101, SH-90 e i droni AW-HERO. In chiave dual-use, la sua flessibilità d’impiego e la presenza a bordo dell’ospedale dotato di capacità diagnostica autonoma, operatoria, e ricovero con possibilità di assicurare trattamento di terapia intensiva, le consentirà di concorrere alle attività interministeriali di soccorso umanitario in occasione di eventi straordinari o calamità naturali.


Il motto della nave Trieste: “Fulge super mare”

LHD Trieste, con distintivo ottico L 9890, risponde al motto “Fulge super mare” e rappresenta la prima unità del suo genere nella cantieristica navale nazionale. Si tratta della seconda unità della Marina Militare a fregiarsi di tale nome dopo l’incrociatore Trieste della Regia Marina che entrò in servizio nel 1929 con il motto “Redenta Redimo”.

Armamenti e dotazioni della nave Trieste. Risplende sul mare, ma è assai temibile.

Difficile descrivere tutte le dotazioni e le soluzioni tecnologiche d’avanguardia presenti su nave TRIESTE. Proviamo comunque a dare qualche numero e indicazione a titolo meramente esemplificativo per avere una minima dimensione di ciò che questa piattaforma tecnologica può e vuole significare. L’unità, presenta sistemi d’arma offensivi e difensivi di ultima generazione.
Infatti, per quanto riguarda il comparto d’artiglieria, sono presenti:

  • 3 cannoni multiruolo Leonardo-OTO da 76/62 (due a prua e uno a poppa) del tipo Super Rapido MF Davide, con munizionamento guidato e predisposizione per il nuovo munizionamento Vulcano;
  • 3 torrette mitragliere a controllo remoto OTO Melara 25/80 equipaggiate con un cannone Oerlikon KBA da 25 mm (25x137mm);
  • 2 lanciarazzi OTO Melara ODLS-20 per il lancio di ingannatori (esche elettroniche) subacquei ed aerei.

Il comparto missilistico comprende invece la predisposizione per 4 lanciatori verticali (VLS Sylver) da 8 celle (due a prua e due a poppa) per una capacità totale di 32 missili Aster15/30. L’Aster è un missile antimissile in grado di intercettare ogni tipologia di minaccia aerea ad alte prestazioni come:

  • Aerei;
  • UAV;
  • missili balistici;
  • missili da crociera;
  • e missili anti-nave a distanze fino a 120 km.

In ordine alla capacità aerea imbarcata:

  • l’unità presenta un ponte di volo di 230 × 36 m, coprendo così un’area di circa 7400 m², con 9 punti di decollo per elicotteri pesanti o per 4 caccia F-35B;
  • il ponte può ospitare, in condizioni di piena operatività, circa 14-20 aeromobili AW-101 e SH-90 in diverse configurazioni (presumibilmente anche 4-6 F-35B a poppa e 8-10 elicotteri a prua);
  • l’aviorimessa di 2600 m² (rispetto ai 2500 m² del Cavour) è dimensionata per l’ingresso di massimo 14 aeromobili, anch’essi in diverse configurazioni;
  • Sono infine presenti a poppa due elevatori 15 × 15m per un carico massimo di 42 tonnellate.

Tutte le operazioni di volo sul ponte sono controllate dall’isola di poppa. Ma è l’importanza della suite elettronica imbarcata da questa unità che la rende unica, cioè in grado di sorvegliare e tracciare in modo multifunzione sino a 1.500 – 2.000 km di distanza bersagli come missili balistici e cruise in arrivo, potendo così attivare le difese antimissile della Squadra Navale e della Difesa Nazionale, grazie ad un sensore Kronos Power Shield AESA in banda L di Leonardo accoppiato con un altro sistema Kronos bi banda C ed X AESA sempre di Leonardo, il tutto posto a servizio dell’avanzatissimo CMS SADOC 4 (Sistema Automatico Direzione Operazioni Combattimento) di manifattura italiana (Leonardo) dove confluiscono anche i dati del potente sistema di guerra elettronica installato EWS “Zeus“. Questo è il vero valore aggiunto della nave unitamente, come detto, al poter imbarcare uomini e mezzi della forza da sbarco ed alla possibilità di dosare la composizione del gruppo aeromobili imbarcato in rapporto alla missione da compiere.

Nel 2024 l’ultimo ammaina bandiera per la portaerei Garibaldi

Quest’anno vedrà dunque il passaggio del testimone tra la prima ammiraglia portaerei e la nuova per la Marina Militare. Si concluderà dunque l’epopea di un’altra parentesi della storia della nostra Marina Militare con la rituale cerimonia solenne dell’Ultimo Ammaina Bandiera per nave Garibaldi. A breve ne inizierà un’altra di avventura, con l’imminente inizio dell’attività operativa della nuova ammiraglia che porterà ancora alto nel mondo l’onore e le gesta della marineria italiana.

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