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Missione navale in Mar Rosso: aspetti principali dell’operazione militare difensiva in corso

L’Italia è la nazione leader tra le forze in campo per costituire lo scudo navale ai mercantili in rotta fra Hormuz, il golfo di Aden e Suez, minacciati dagli Houthi. Il punto completo sull’operazione approvata dal Consiglio Affari Esteri UE.

Indice dei contenuti

Informazioni principali dell’operazione EUNAVFOR ASPIDES

  • Nome: Operazione EUNAVFOR ASPIDES;
  • Nazione Leader: Italia;
  • Data di inizio: 19 Febbraio 2024, con decisione 2024/632, il Consiglio dell’Unione europea ha avviato l’operazione militare “difensiva” ed è stata prorogata fino al 2025, con la possibilità di ulteriori estensioni;
  • Mandato: Proteggere le navi commerciali dagli attacchi dei ribelli Houthi.

I partecipanti alla operazione sono:

  • Unione Europea: 27 nazioni;
  • Stati Uniti: Collaborazione con la loro operazione “Prosperity Guardian” (operazione di tipo offensivo).

Attività e obiettivi della missione in Mar Rosso

A seguito delle crescenti tensioni e degli attacchi da parte dei ribelli Houthi nei confronti del traffico mercantile in transito lungo la strategica la linea di comunicazione del Mar Rosso e del Golfo di Aden, attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb, è stato necessario pianificare e implementare l’operazione EUNAVFOR ASPIDES.

In realtà detta operazione andrebbe più propriamente indicata come Missione quale termine più ampio, che indica un’azione o un impegno con uno scopo specifico e che può includere non solo operazioni militari, ma anche attività di natura diplomatica, umanitaria o di sviluppo.

In generale, l’Operazione ha diversi compiti che si estrinsecano nello svolgere le seguenti attività:

  • Pattugliamento marittimo;
  • Sorveglianza delle coste;
  • Scorta di navi mercantili;
  • Cooperazione con le forze navali di altri paesi.

Tali attività sottendono una serie di obiettivi che si declinano, nel dettaglio, nel più ampio spettro possibile dei livelli delle operazioni militari ossia nella concezione, pianificazione e condotta delle stesse coinvolgendo tre livelli di responsabilità: strategico, operativo e tattico. In particolare:

  • Proteggere la libertà di navigazione nel Mar Rosso assicurando il passaggio sicuro delle navi mercantili e contrastando gli attacchi dei ribelli Houthi. Nel contempo, preservando il diritto di passaggio inosservato e indisturbato per tutte le navi, come sancito dal diritto internazionale;
  • Scoraggiare gli attacchi Houthi alle navi mercantili innalzando il costo per i miliziani di condotta di attacchi contro le navi mercantili facendo diminuire l’incidenza di attacchi e il rischio per la sicurezza marittima;
  • Contribuire alla sicurezza marittima internazionale promuovendo la stabilità e la sicurezza nel Mar Rosso, una rotta commerciale vitale per il commercio globale. Così come proteggendo gli interessi economici dell’Unione Europea e dei suoi partner;
  • Rafforzare la cooperazione internazionale facendo collaborare tra loro diversi paesi e organizzazioni internazionali per contrastare la minaccia dei droni nel Mar Rosso, promuovendo dunque un approccio multilaterale alla sicurezza marittima;
  • Sostenere il processo di pace in Yemen. Aspides può contribuire infatti a creare un ambiente più sicuro per il dialogo e la negoziazione;
  • Rafforzare la capacità di difesa europea: l’operazione rappresenta un’occasione per testare e rafforzare le capacità di difesa comune europea.

Importanza, sfide e limiti dell’operazione

Innanzitutto, occorre pensare come l’area di operazioni sia molto vasta. Ciò, evidentemente, implica una serie di difficoltà che partono da questioni eminentemente operative, come il pattugliamento. Pattugliare un’area vasta come il Mar Rosso è un compito impegnativo che richiede un numero significativo di navi e personale. Inoltre, vi è la complessità della individuazione e intercettazione degli attacchi: la ampiezza dell’area rende più difficile individuare e intercettare minacce come navi mercantili sospette, droni o pirati. Infine, il problema del coordinamento, che deve sussistere necessariamente tra diverse unità navali e aeree e che richiede sistemi di comunicazione e comando avanzati.

Per quanto riguarda le sfide non si può certo sottacere e considerare la minaccia principale di attacchi Houthi e, come precedentemente accennato, il coordinamento tra le diverse forze navali. Ma se le sfide sono ardue è solo perché ardue sono le finalità poiché il Mar Rosso è una rotta commerciale vitale per il trasporto di merci e materie prime tra Europa, Asia e Africa. Gli attacchi dei droni possono quindi causare ritardi e disagi significativi all’intero commercio internazionale.

La sicurezza marittima è perciò fondamentale per l’economia globale ma non solo, volendo estendere il concetto si può facilmente sottolineare come, indubbiamente, al livello geopolitico Aspides contribuisca alla stabilità della intera regione.

In tale quadro, preme altresì evidenziare anche circa la presenza di alcuni limiti di EUNAVFOR ASPIDES, sia operativi:

  • Ampia area di operazioni. Come già accennato si tratta di un’area vasta e difficile da controllare completamente, con circa 2.500 km di lunghezza e una larghezza media di 280 km;
  • Minaccia persistente dei droni. I ribelli Houthi dispongono di un arsenale di droni e la loro capacità di attacco rimane una minaccia costante, richiedendo un impegno a lungo termine;
  • Difficoltà di individuazione e intercettazione. I droni Houthi sono spesso piccoli, veloci e difficili da identificare e intercettare, richiedendo tecnologie avanzate e un elevato livello di prontezza operativa;
  • Rischi per l’escalation militare. L’operazione potrebbe involontariamente contribuire ad un’escalation di tensioni nella regione, già instabile a causa di conflitti preesistenti;

sia Politici:

  • Mancanza di un mandato ONU. L’operazione Aspides non ha un mandato specifico il che potrebbe inficiare la sua legittimità e condizionare il sostegno internazionale. In quanto operazione militare difensiva, l’uso della forza non trova spazio quindi in alcuna autorizzazione proveniente dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, rivelando un ulteriore sintomo della crisi che le stesse Nazioni Unite stanno attraversando. La decisione istitutiva fa riferimento alla Risoluzione dell’ONU 2722 del 10 gennaio 2024, adottata dal Consiglio di Sicurezza per condannare gli attacchi degli Houthi alle navi mercantili e richiamare l’importanza della libertà di navigazione di tutti gli Stati nell’area. In particolare, viene chiesta la pronta fine degli attacchi da parte dei ribelli invocando l’osservanza del diritto internazionale. Allo stesso tempo, prendendo atto del diritto degli Stati membri di difendere il proprio naviglio mercantile. Il mandato è pertanto molto ristretto e, in ordine alla legittimazione all’uso della forza, non è prevista la possibilità di intervento nel mare territoriale, ma esclusivamente nelle acque internazionali e nello stretto;
  • Interessi divergenti tra gli stati membri. L’Unione Europea è composta da 27 stati membri con interessi e priorità divergenti in materia di sicurezza marittima, che potrebbero ostacolare la coesione e l’efficacia dell’operazione;
  • Complesse regole di ingaggio: le regole di ingaggio per l’intercettazione dei droni sono complesse e delicate, al fine di evitare incidenti e violazioni del diritto internazionale;
  • Rischi di “mission creep”: l’operazione potrebbe espandersi oltre il suo mandato iniziale, con possibili conseguenze negative per la sua sostenibilità e per la stabilità regionale.

Gli Houthi e la nuova minaccia dei missili ipersonici

Il 12 aprile 2024, i ribelli Houthi hanno affermato di aver condotto diversi test di missili ipersonici nel corso del 2024. Tale possibilità desta preoccupazione per la Comunità Internazionale, data la loro capacità di volare a velocità molto elevate, di manovrare in modo imprevedibile rendendoli difficili da intercettare e soprattutto, grazie alla grande gittata, di colpire Stati ritenuti nemici, Israele in primis.

In teoria, gli Houthi potrebbero aver acquisito tecnologia missilistica ipersonica da altre fonti, come l’Iran o la Corea del Nord, e averne fatto un reverse engineering per sviluppare il proprio missile (fatah). Tuttavia, questa è solo una speculazione e non vi è alcuna prova concreta a sostegno di questa teoria. Lo sviluppo di missili ipersonici è un processo complesso e richiede una notevole esperienza e conoscenza tecnica.

Considerazioni sull’operazione

L’operazione Aspides, che in greco antico significa scudo, è pensata esattamente per fungere da scudo. È una missione “puramente difensiva” e rappresenta un impegno importante per l’Unione Europea ma anche in primis per l’Italia, che considera quella rotta marittima quantomai vitale, con circa il 30% del suo traffico commerciale. L’interruzione del commercio marittimo nell’area potrebbe avere un impatto negativo perfino sull’economia globale, con ripercussioni sui prezzi delle merci e sui flussi commerciali. Non si può per di più sottacere gli importanti interessi geopolitici per l’Italia che ha stretti legami con i paesi della regione del Mar Rosso, in particolare con quelli del Corno d’Africa. La stabilità di questa regione è fondamentale per gli interessi geopolitici italiani, in quanto avversa la pirateria, la migrazione illegale e il terrorismo.

L’operazione ha ottenuto alcuni successi, registrando diverse positive intercettazioni di droni Houthi. Tuttavia, si confronta anche con diverse sfide, sia operative sia politiche. Il superamento di queste ultime, unitamente ad alcuni limiti, richiede un impegno a lungo termine, una maggiore collaborazione internazionale, lo sviluppo di nuove tecnologie e una chiara strategia politica.

Infine, la minaccia dei droni nel Mar Rosso che rappresenta non solo una nuova sfida tecnologica militare ma anche geopolitica spinosa esigendo un approccio olistico e multiforme. La ricerca di una soluzione pacifica al conflitto in Yemen, il rafforzamento della cooperazione internazionale e lo sviluppo di nuove tecnologie sono elementi chiave per contrastare questa minaccia e salvaguardare la sicurezza del Mar Rosso.

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