Preparazione n° 1 ai concorsi delle Forze Armate e di Polizia

Donne nelle Forze Armate e di Polizia: come sono cambiati i concorsi nel tempo

La presenza femminile nelle Forze Armate e di Polizia è in costante crescita: scopriamo da quando e come si è integrata cambiando anche il tasso di partecipazione ai concorsi

Presenza femminile, donne militari, carabinieri, polizia, difesa, forze dell'ordine
Indice dei contenuti

Donne e divisa: una presenza che cresce

Per decenni la divisa è stata percepita come un simbolo quasi esclusivamente maschile. Sia per tradizione culturale che per un assetto normativo che, fino a tempi relativamente recenti, non prevedeva un accesso pienamente paritario.

Oggi il quadro è profondamente diverso.

La presenza femminile nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia rappresenta una realtà consolidata e il percorso che ha portato a questo risultato è stato graduale e strutturale. Si è trattato di un cambiamento culturale, organizzativo e selettivo. I concorsi pubblici ne sono la prova più evidente. Le modalità di accesso, le percentuali di ammissione e la distribuzione nei ruoli raccontano un’evoluzione che negli ultimi vent’anni ha assunto un ritmo sempre più significativo.

Quando sono entrate le donne nelle Forze Armate e di Polizia?

Polizia di Stato: dal Corpo femminile all’integrazione totale
L’ingresso delle donne nella Polizia di Stato risale al 1959 con l’istituzione del Corpo di Polizia Femminile. In quella fase storica, le funzioni erano specifiche e circoscritte: tutela dei minori, assistenza alle donne, compiti ritenuti “compatibili” con il ruolo femminile secondo la cultura dell’epoca. 

Grazie alla riforma del 1981, le donne possono accedere a tutti i gradi e uffici della Polizia di Stato, inizialmente con l’esclusione dei Reparti Mobili (dedicati all’ordine pubblico), limitazione poi superata negli anni successivi.

Oggi le donne in servizio sono 17.306 su un totale di 97.931 operatori, pari a circa un quinto dell’organico complessivo. Nei ruoli direttivi e dirigenti la percentuale sale al 34%, un dato che testimonia una presenza qualificata anche nelle posizioni decisionali e segnala una progressiva integrazione nei livelli di comando.

Donne nelle Forze Armate 
Per quanto riguarda le Forze Armate italiane, l’apertura ufficiale all’arruolamento femminile avviene con la legge n. 380 del 1999 in ottemperanza alle normative già in vigore Paesi della NATO.

Da quel momento, la partecipazione delle cittadine italiane al sistema della Difesa nazionale e della sicurezza internazionale si è progressivamente consolidata. Si tratta di oltre due generazioni di professioniste che hanno attraversato la fase pionieristica e quella di piena integrazione.

Con la progressione di carriera, nei prossimi anni le donne potranno ambire in modo strutturale alle cariche di vertice della gerarchia militare.

Donne nell’Arma dei Carabinieri
L’ingresso delle donne nell’Arma dei Carabinieri avviene nel 2000, con il riordino della struttura organizzativa e funzionale dell’Arma.

Nel 2025 le donne rappresentano circa il 10% degli effettivi complessivi. Il dato è in costante crescita:

  • 2015: 3%
  • 2017: 4%
  • 2020: 5%
  • 2025: 10%

Tra gli Ufficiali la percentuale è pari al 13%, che sale al 19% se si escludono i gradi apicali, come il Generale di Corpo d’armata ancora poco rappresentati per ragioni legate all’anzianità di servizio, spesso infatti occorrono più di 25 anni di carriera per raggiungere questo grado. 

Un dato particolarmente rilevante riguarda l’età delle donne arruolate: il 75% delle donne in divisa ha meno di 35 anni, segno che la crescita è trainata dalle nuove generazioni.

Quanto incidono oggi le donne nei concorsi?

I concorsi 2025 mostrano una presenza femminile significativa, in alcuni casi superiore al 30%.

Accademie Militari 2025

  • Accademia Carabinieri: 29,23%
  • Accademia Aeronautica: 27,10%
  • Accademia Navale: 17,68%
  • Accademia Esercito: 14,04%

Concorsi Marescialli 2025

  • Marescialli Carabinieri: 28,54%
  • Marescialli Marina: 32,32%
  • Marescialli Aeronautica: 21,64%
  • Marescialli Esercito: 16,67%

In particolare, nei concorsi per Marescialli Carabinieri la percentuale di vincitrici è passata dal 20% nel 2024 al 28% nel 2025, segno di un incremento costante e strutturale.

Le prove fisiche: il principale fattore di criticità

Nonostante i parametri siano differenziati tra uomini e donne, resta un nodo significativo:

  • circa il 40% delle candidate non supera le prove fisiche
  • contro il 20% degli uomini

Questo dato evidenzia come la preparazione atletica sia ancora uno dei principali elementi di esclusione.

La questione non è legata all’accesso normativo, oggi pienamente paritario, si tratta piuttosto di una variabile preparatoria. La selezione è meritocratica e strutturata e richiede una programmazione fisica mirata e costante, da integrare nel percorso di preparazione con il congruo anticipo che un allenamento atletico presuppone. 

Distribuzione sul territorio e impiego operativo

La presenza femminile nell’Arma dei Carabinieri è mediamente attestata intorno al 10% degli effettivi complessivi su base territoriale, con un picco nel Lazio e percentuali inferiori in Sicilia, Campania e Puglia. 
Ancora più contenuta è la presenza nei contingenti impiegati all’estero, dove si scende sotto il 5%.
Questo dato riflette una dinamica di progressivo inserimento in ambiti operativi storicamente consolidati.

Il contributo delle donne: oltre i numeri

L’ingresso delle donne nelle Forze Armate e di Polizia ha introdotto nuove competenze, nuove sensibilità e nuove modalità relazionali, particolarmente rilevanti nei contesti di:

  • gestione di vittime vulnerabili
  • mediazione culturale
  • operazioni internazionali
  • attività investigative in ambito familiare e minorile

La crescente presenza femminile nei ruoli direttivi dimostra inoltre che il contributo anche la dimensione strategica e organizzativa oltre che operativa, come da prassi. Un cambiamento che incide sulla cultura interna dei corpi militari e sulla percezione esterna delle istituzioni.

I concorsi oggi: pari accesso, selezione rigorosa

Oggi l’accesso è formalmente paritario, pertanto, va da sé che non esistono limitazioni di genere nei bandi.

Ciò che fa la differenza è la preparazione. I dati mostrano una crescita progressiva e costante della componente femminile, soprattutto nei concorsi più recenti. La tendenza indica una direzione chiara: le Forze Armate e di Polizia sono un’opzione professionale sempre più concreta per le giovani candidate che spesso superano con punteggi alti i concorsi per le posizioni da Allievo Maresciallo e Allievo Ufficiale. 

Chi oggi sceglie le Forze Armate e di Polizia entra in un sistema che sta evolvendo e che richiede competenze, determinazione e preparazione, indipendentemente dal genere.

Trovare il giusto metodo di preparazione può aiutare a vincere il concorso e a realizzare il sogno di vestire la divisa tanto desiderata. Scopri i nostri corsi

Con Exforma Vincitori o rimborsati

Vincitori o rimborsati

Se ti prepari con noi e non vinci il concorso ti rimborsiamo per intero.

97% di studenti vincitori

il 97% dei nostri ex studenti ha vinto almeno un concorso.

Un mentore personale

Avrai a disposizione un tutor esperto, che ti accompagnerà durante l’intero percorso.
Quizzo - l'app per superare prova a quiz concorsi militari, forze armate e polizia

App dedicata ai quiz

Migliaia di quiz, delle banche dati ufficiali, nel palmo della tua mano.
Mentoring Exforma
Un mentore personale a tua disposizione
Una volta entrati in Exforma avrai a tua disposizione un mentore con esperienza pluriennale che ti accompagnerà durante l’intero percorso, diventando un vero e proprio punto di riferimento. Otterrai assistenza dedicata e personalizzata che comprende: ausilio logistico e burocratico, aiuto nello studio, consigli pratici, supporto in caso di difficoltà, preparazione di una strategia concorsuale vincente e molto altro.