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Bandiere di guerra o di combattimento. Cosa sono, chi le custodisce e cosa simboleggiano

Che sia per una nave della Marina, un reparto o un reggimento dell’Esercito, uno stormo dell’Aeronautica, la bandiera di guerra o combattimento rappresenta in modo solenne l’impegno delle Forze Armate a difesa della Patria, fino al sacrificio estremo.

Bandiere di guerra o combattimento - Forze Armate Italiane
Indice dei contenuti

Premessa. Facciamo chiarezza.

Entrambe le espressioni, bandiere di guerra e bandiere di combattimento, sono utilizzate correttamente e fanno riferimento al medesimo simbolo militare.

  • Bandiera di guerra: è la terminologia più comune e ufficiale, utilizzata nei decreti e nelle normative che disciplinano il loro utilizzo;
  • Bandiera di combattimento: viene usata spesso come sinonimo di “bandiera di guerra”, ed è particolarmente diffusa nella Marina Militare.

In generale, il termine “guerra” enfatizza l’aspetto del conflitto armato, mentre “combattimento” si concentra sull’atto stesso del combattere.
Ad ogni buon conto, entrambe le bandiere rappresentano:

  • l’onore del reparto militare: simboleggiano i valori, le tradizioni e la storia dell’unità;
  • il sacrificio dei caduti: commemorano coloro che hanno perso la vita in servizio;
  • il legame con la Patria: rappresentano l’appartenenza alla Nazione e il dovere di difenderla.

La bandiera di guerra o combattimento è un simbolo estremamente importante per le Forze Armate italiane, viene custodita con grande rispetto e venerazione, e issata solo in occasioni solenni o durante il combattimento.
Esempi di utilizzo:

  • Consegna della bandiera di guerra/combattimento: un evento solenne che segna la costituzione di un nuovo reparto militare;
  • Alzabandiera: la cerimonia mattutina durante la quale la bandiera viene issata sul pennone;
  • Ammainabandiera: la cerimonia serale durante la quale la bandiera viene ammainata;
  • Mezz’asta: con il termine “bandiera a mezz’asta” si indica la pratica, a bordo e a terra, di issare e far sventolare la bandiera non in testa al pennone ma più in basso, di solito poco sopra la sua metà, in segno di lutto. Il motivo (risalente ad una tradizione del XVII secolo) sarebbe quello di consentire alla “bandiera invisibile della morte” di sventolare in cima all’albero. In tutti i Paesi del mondo, per certi eventi luttuosi o in determinate ricorrenze, viene esposta la bandiera nazionale a mezz’asta. Fanno eccezione l’Arabia Saudita e Somaliland dove è sempre vietato mettere la bandiera a mezz’asta, poiché questa, mostrando la “Shahada”- la professione di fede islamica – sarebbe un’offesa alla religione dal momento che quella bandiera porta il più alto concetto di Dio.

Storia, terminologia e tipologie di bandiere

La storia delle bandiere militari è particolarmente affascinante. Queste, infatti, non sono comuni vessilli, ma rappresentano i valori della nazione e hanno una storia importante.
Le bandiere di guerra, conosciute anche come bandiere di combattimento, sono simboli carichi di storia, valore e tradizione che accompagnano le Forze Armate sin dai tempi antichi. La loro storia è un intrigante viaggio attraverso i secoli, che riflette l’evoluzione della guerra, l’identità delle nazioni e lo spirito combattivo dei soldati.

Le origini
Le prime testimonianze di bandiere utilizzate in battaglia risalgono all’epoca delle antiche civiltà. Egizi, Greci, Romani e altre popolazioni impiegavano vessilli e stendardi per identificare le proprie truppe, radunarle in battaglia e infondere coraggio nei combattenti.

Nel Medioevo
Durante il Medioevo, le bandiere assunsero un’importanza ancora maggiore, divenendo simboli di cavalieri, casate nobiliari e regni. Le crociate, in particolare, videro la proliferazione di bandiere crociate, con la loro iconografia religiosa che univa i combattenti cristiani in un ideale comune.

L’evoluzione moderna
Con la nascita degli stati moderni e l’affermazione degli eserciti professionali, le bandiere di guerra divennero simboli ufficiali delle nazioni. Le loro fogge e i loro colori si codificarono, assumendo un significato preciso e riconoscibile.

Le bandiere di guerra in Italia
In Italia, la storia delle bandiere di guerra è strettamente legata all’unificazione nazionale. L’adozione del tricolore come bandiera nazionale nel 1861 rappresentò un momento fondamentale, e da quel momento in poi le bandiere di guerra dei reparti militari italiani hanno sempre portato i colori della Patria.

Le bandiere di guerra oggi
Oggi, le bandiere di guerra conservano il loro valore simbolico e identitario per le Forze Armate italiane. Vengono issate in occasioni solenni, portate in parata e custodite con grande rispetto come memoria del sacrificio dei caduti e monito per le future generazioni.

Oltre al valore simbolico, le bandiere di guerra hanno anche un importante valore giuridico, per esempio:

  • sono soggette a specifiche norme che regolano il loro uso e la loro conservazione;
  • la perdita o la distruzione di una bandiera di guerra è un evento gravissimo che comporta sanzioni disciplinari per i responsabili.

Le bandiere di guerra, con la loro storia millenaria, rappresentano quindi un patrimonio inestimabile per l’Italia e per le sue Forze Armate. Sono simboli che incarnano valori come il coraggio, la fedeltà alla Patria e il sacrificio per il dovere, valori che continuano a ispirare le generazioni di soldati che combattono per la difesa del Paese.

Diamo qualche definizione e vediamo quali sono alcune delle diverse tipologie di bandiere di guerra dello Stato italiano
Con la definizione di Bandiera di Guerra si indicano le Bandiere delle Forze Armate, della Guardia di Finanza e dei Corpi militari e non militari dello Stato che seguono i reparti sia in tempo di pace sia in combattimento, e ne rappresentano onore dell’unità, tradizioni, storia e ricordo dei Caduti.

In particolare:

  • Bandiera di Guerra dell’Esercito. Rappresenta tutte le unità dell’Esercito Italiano che sono state decorate con medaglie e croci al valore e al merito;
  • Bandiera della Marina. È caratterizzata dall’emblema araldico con gli stemmi delle quattro Repubbliche Marinare, sormontato da una corona turrita e rostrata posto al centro della banda bianca. Fu concessa con Regio Decreto del 1939 ed è custodita a Roma presso il Comando in Capo della Squadra Navale;
  • Bandiera di Guerra dell’Aeronautica Militare. Il 4 novembre del 1923, il vessillo fu consegnato nelle mani dell’Asso e Medaglia d’Oro Pier Ruggero Piccio, Comandante Generale della Regia Aeronautica;
  • Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri. Il 14 marzo del 1894 fu solennemente consegnata da Re Umberto I a Roma per poi essere sostituita, alla fine del Risorgimento, dal Tricolore con sovrapposto lo scudo dei Savoia. Le nuove bandiere vennero assegnate all’Esercito italiano il 2 giugno 1861;
  • Bandiera di Guerra della Guardia di Finanza. Re Vittorio Emanuele III la concedette su proposta dell’allora Ministro Segretario di Stato per gli Affari della Guerra il 2 giugno del 1911° e poi consegnata materialmente al Comandante Generale del tempo, in occasione della Festa dello Statuto del 7 giugno 1914.

Come vengono realizzate le bandiere di guerra

Le bandiere di guerra riprendono nella forma e nei colori quelle delle nazioni di appartenenza e, come queste ultime, sono realizzate con la massima cura ed attenzione, in tessuto pregiato.
Quelle di Guerra sono bandiere importanti che vengono assegnate per Decreto ai Reparti militari dal Presidente della Repubblica. Abbiamo detto che rappresentano le imprese, la tradizione, il senso di appartenenza e di unità e, ad esse, vengono tributati dal Reparto in armi tutti gli onori e sono caratterizzate da:

  • DRAPPO. Di forma quadrata di 99 cm per lato è diviso in 3 fasce, rispettivamente di colore verde, bianco e rosso ognuna di 33 cm di lunghezza;
  • FRECCIA. Realizzata in ottone dorata e lunga 35 cm è posizionata alla sommità dell’asta. Su di essa sono incisi: il nominativo dell’Ente concessionario, la data di realizzazione e dei successivi ordinamenti e trasformazioni, i fatti d’arme ai quali ha partecipato, gli onori e le ricompense al valore;
  • CORDONE. Lungo di 67 cm è di color argento e viene annodato alla base della freccia e chiuso con un fiocco di 10 cm sempre;
  • FASCIA. Realizzata in seta naturale di colore azzurro, è posizionata nella parte inferiore della freccia e fermata con un nodo. Da questo punto si diramano le due strisce lunghe 66 cm rifinite da una frangia argentata di 8 cm;
  • ASTA. Realizzata di legno è rivestita in velluto verde, decorata da bullette d’ottone che l’avvolgono a spirale, è lunga 2 metri e 20 centimetri.

L’importanza della tutela e custodia delle bandiere

La custodia delle bandiere di guerra è affidata ai Comandanti di Reparto ed ognuna viene conservata all’interno di un cofanetto o una teca di vetro. Nel caso della Marina Militare, ad esempio, la teca è nell’alloggio del comandante o dell’ammiraglio, nel caso delle altre Forze Armate nell’ufficio del comandante.

In caso di spostamenti, le bandiere di guerra vengono scortate da due plotoni armati e dal cosiddetto “gruppo bandiera” così costituito:

  • un Alfiere che può essere un Tenente più giovane o un Sottotenente più anziano dell’arma di appartenenza;
  • un Aiutante Maggiore, ovvero un ufficiale superiore;
  • i due Sottufficiali più anziani dell’unità.

All’interno del Vittoriano, nella Capitale, si trova il Sacrario delle Bandiere nel quale sono conservate le Bandiere di Guerra non più attive, quelle dei Reparti disciolti di Esercito, Aeronautica, Carabinieri e dei Corpi Armati dello Stato e le Bandiere di Combattimento delle Unità in disarmo della Marina Militare dal 1935.

Normativa di riferimento

La normativa di riferimento trae senso attuale dal Codice dell’Ordinamento Militare che, all’art. 96 e 98 ne declina gli aspetti peculiari.

Art. 96 – Bandiera della Repubblica italiana

  1. La bandiera della Repubblica è il simbolo della Patria. 2. La bandiera da combattimento affidata a una unità militare è, inoltre, il simbolo dell’onore dell’unità stessa nonché delle sue tradizioni, della sua storia, del ricordo dei suoi caduti, e va difesa fino all’estremo sacrificio. 3. Alla bandiera vanno tributati i massimi onori. 4. Le modalità di uso ed esposizione delle bandiere militari, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, legge 5 febbraio 1998, n. 22, sono disciplinate con determinazioni del Capo di stato maggiore della difesa.

Art. 98 – Concessione di una bandiera navale per la Marina militare e per la Marina mercantile

  1. La bandiera navale istituita per la Marina militare e per la Marina mercantile è conforme ai modelli indicati, rispettivamente, con decreto del Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti. 2. A ogni nave della Marina militare, escluse le unità ausiliarie e quelle di uso locale, all’infuori della dotazione normale di bandiere, sono consegnate una bandiera nazionale, che prende il nome di Bandiera di combattimento, e uno stendardo. 3. La Bandiera di combattimento deve alzarsi sempre in combattimento e, se le condizioni di tempo e di navigazione lo consiglino, allorquando è presente a bordo il Presidente della Repubblica e nelle grandi solennità; lo stendardo, in combattimento, è posto su apposito sostegno nell’interno della torre, del ponte o della camera di comando. 4. Le ulteriori disposizioni circa il confezionamento, la consegna, la custodia, il deposito e l’uso delle bandiere di cui al comma 3 sono stabilite con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

Altro riferimento normativo è il decreto del Presidente della Repubblica 12 novembre 1976, n. 846, recante «Assegnazione e concessione di Bandiere di guerra a reparti di nuova costituzione dell’Esercito»;

Particolarità e ultime consegne di bandiere a Reparti e Unità delle Forze Armate

Particolarità
Appare particolarmente interessante ricordare l’istituzione della metodologia di assegnazione della bandiera da combattimento per le unità della marina militare.
Il Decreto Istitutivo della Bandiera di Combattimento sulle Navi da guerra risale al 1904 quando su proposta dell’allora Ministro della Marina Ammiraglio Carlo MIRABELLO, S.M. il Re Vittorio Emanuele III emanò il Regio Decreto 7 ottobre 1904 n. 583 pubblicato sul foglio d’ordine ministeriale della Marina n° 316 dell’11 novembre 1904. Il Decreto, nei suoi punti principali prescriveva le caratteristiche e l’uso della Bandiera a bordo delle Navi: ad ogni Nave da guerra sarà consegnata, durante il primo armamento o nell’epoca da stabilirsi del Ministero all’infuori delle dotazioni normali di bandiere, una Bandiera Nazionale che prende il nome di Bandiera di Combattimento. La Bandiera di Combattimento dovrà essere di stamigna di ottima qualità o eccezionalmente di stoffa di seta, ma senza alcun fregio speciale e porterà ricamato in bianco sulla tela aderente l’inferitura la scritta “Bandiera di combattimento”. La Bandiera di Combattimento sarà custodita a bordo in apposito cofano, debitamente installato nell’alloggio del Comandante e dell’Ammiraglio. La Bandiera di Combattimento dovrà alzarsi sempre in combattimento e, se le condizioni di tempo e navigazione lo consentono anche nelle grandi solennità. Allorquando una Nave da guerra venga radiata il cofano con la Bandiera di Combattimento e l’atto di consegna verranno depositati e custoditi nei Musei Navali o nelle sale ricordi navali presso i singoli dipartimenti o comandi militari marittimi.

Altra particolarità di assoluto rilievo è il “Giuramento”.

“Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere, con disciplina ed onore, tutti i doveri del mio stato, per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Questa è la formula del giuramento militare, secondo l’articolo 575 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90 “Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246” (precedentemente la formula era contenuta nella legge 11 luglio 1978, n. 382, “Norme di principio sulla disciplina militare ed istituzione della Rappresentanza Militare”), che ogni militare è tenuto a prestare, in particolare, non appena divenuti Ufficiali, pronunciando individualmente la formula alla presenza della bandiera e del Comandante del corpo di assegnazione.

Anche il Codice penale militare di Guerra merita un accenno in ordine ad alcune singolarità:

  • art. 103 – Resa

“È punito con la morte*, mediante fucilazione nel petto il comandante, che cede il forte, la piazza, l’opera, il posto, l’aeromobile, o ammaina la bandiera della nave, o, comunque, dà il segnale della resa, senza avere esaurito i mezzi estremi di difesa o di resistenza e senza aver fatto quanto gli era imposto dal dovere e dall’onore”.

  • art. 108 – Manifestazioni arbitrarie per arrendersi

“Il militare, che, durante il combattimento, senza ordine del comandante, ammaina la bandiera o dà altrimenti il segnale di arrendersi o di cessare il fuoco, è punito con la morte* mediante fucilazione nel petto”.

  • art.109 – Incitamento alla resa

“Il militare, che, durante il combattimento, senza ordine del comandante, incita a cessare il fuoco o ad ammainare la bandiera, o comunque alla resa, è punito con la reclusione militare non inferiore a dieci anni”.

Ultime assegnazioni di bandiere di guerra nel 2024

  • Esercito

Quest’anno c’è stata la cerimonia di consegna delle Bandiere di Guerra a due reggimenti neocostituiti, il 3° Reggimento Supporto Targeting “Bondone” e il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo” oltre al 7° Reggimento CIMIC. 

  • Marina Militare

Durante la festa della Marina Militare, sono state consegnate le bandiere di combattimento per i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (Ppa) “Thaon di Revel” e “Morosini”.

Conclusioni: il Tricolore

Facciamo però un passo indietro per delineare il quadro di riferimento in cui poi si declinano le bandiere di guerra/combattimento di cui si è scritto finora. Ovviamente non si può sottacere dal partire dal Tricolore. Il 7 gennaio di ogni anno, viene celebrata la Festa del Tricolore, ufficialmente conosciuta come “Giornata Nazionale della Bandiera” istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996, commemorativa della bandiera nazionale italiana. Era, infatti, il 7 gennaio 1797 quando nella città emiliana il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decretava quanto segue: “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. Questo è l’atto di nascita del Tricolore. Dovunque in Italia, il bianco, il rosso e il verde esprimono una comune speranza, che accende gli entusiasmi e ispira i poeti: “Raccolgaci un’unica bandiera, una speme“, scrive, nel 1847, Goffredo Mameli nel suo Canto degli Italiani. Il verde deve essere vicino all’asta, il bianco bene al centro e il rosso nella parte più esterna. La bandiera è un elemento davvero importante, il simbolo dell’Italia. 

È questo, dunque, il comune denominatore della Bandiera italiana. Che sia essa da guerra/combattimento o no.

Per i militari poi la bandiera ha infatti un significato davvero speciale. La bandiera di Guerra di un reparto militare viene assegnata con Decreto del Presidente della Repubblica e rappresenta la Patria. È il simbolo dell’onore dell’unità stessa nonché delle sue tradizioni, della sua storia, del ricordo dei suoi caduti, e va difesa fino all’estremo sacrificio. Alla bandiera vanno tributati i massimi onori, come recita l’art. 96 del nostro Codice dell’Ordinamento Militare.  Essa si inchina solo al Presidente della Repubblica.

Simbolo d’onore e di unità militare: ecco in poche parole cosa sono poi le bandiere militari, vessilli che custodiscono tradizioni, storia e ricordo dei Caduti di un Reparto d’Armi, che seguono e accompagnano il Reparto militare durante i conflitti, ma anche in tempo di pace.

* La pena di morte, per i delitti previsti dal Codice penale militare di guerra, è stata abolita dall’art. 1, L. 13 ottobre 1994, n. 589 che, ad essa, ha sostituito la pena massima prevista dal codice penale.

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