La migliore Accademia di formazione online ai concorsi delle Forze Armate e di Polizia
Logo Exforma

AMX “Ghibli”: pensionamento di un caccia controverso.

Va in pensione l’aereo da caccia che ha servito l’Aeronautica Militare Italiana per 35 anni.

Indice dei contenuti

La storia dell’AMX Ghibli

Cacciabombardiere e ricognitore ognitempo in servizio operativo con l’Aeronautica Militare e la Forza Aerea Brasileira. Aveva il compito di svolgere missioni di supporto ravvicinato, ricognizione ed aerocooperazione con le forze di superficie. Il consorzio AMX International formato da Aeritalia (46,5%), Aermacchi (23,8%) ed Embraer (29,7%) ha prodotto 199 AMX (162 monoposto e 37 biposto), dei quali 49 completati da Aermacchi a Venegono Superiore (Varese). Dal 1989 l’Aeronautica Militare ha ricevuto 136 AMX (26 dei quali biposto).

Il primo prototipo italiano dell’AMX (A-01 MMX594) volò per la prima volta presso il centro di collaudo dell’Aeritalia di Torino-Caselle nel maggio 1984, mentre il primo prototipo assemblato in Brasile volò a São dos Campos nell’ottobre 1985. Purtroppo durante il quinto volo il prototipo italiano precipitò nel giugno 1984 per un problema al motore e nell’incidente perse la vita il collaudatore dell’Aeritalia, com.te Manlio Quarantelli. Nonostante questo stop e risolti i problemi al propulsore, lo sviluppo si concluse positivamente con la costruzione di altri quattro prototipi in Italia e Brasile.

Tecnologia e criticità dell’AMX

L’AMX “Ghibli” è un cacciabombardiere leggero monoposto che venne prodotto anche nella versione biposto AMX-T da addestramento avanzato. Questi aeroplani andarono a sostituire in Italia gli ormai superati G-91R ed Y, creando un più moderno ed efficace complemento per i più costosi PANAVIA Tornado. Il nome “Ghibli”, dato al nuovo velivolo sembrava indicare un futuro ottimistico.

Lo sviluppo dell’AMX cominciò nell’aprile 1978 quando l’Aeritalia (oggi Alenia Aerospazio) e l’Aermacchi combinarono le loro risorse per soddisfare il requisito dell’Aeronautica Militare Italiana per un velivolo leggero multiruolo da attacco/ricognizione e ricevette un nuovo impulso nel 1980 quando la brasiliana EMBRAER si unì al programma italiano al fine di soddisfare un requisito analogo della FAB.

Le specifiche comuni tra AMI e FAB, tra le quali buone prestazioni di decollo da piste corte, velocità operativa alto-subsonica e sistemi di navigazione/attacco avanzati, portarono ad un accordo iniziale nel luglio 1981 per una produzione complessiva di 266 aeroplani.

Gli ordini comprendevano 79 AMX per il Brasile e 187 (poi scesi a 136) per l’Italia, più sei prototipi e linee di produzione presso Aeritalia, Aermacchi ed EMBRAER.

L’AMX può trasportare una certa gamma di armi aria-terra, comprese le bombe a guida laser Paveway e quelle a guida IIR Opher, nonchè missili Sidewinder per autodifesa. Il velivolo ha una lunghezza di 13 metri e mezzo, pesa a vuoto circa 7 tonnellate, è armato con un cannone Vulcan da 20 mm (i brasiliani montano due cannoni Defa da 30 mm) con 350 colpi. Inoltre dispone di due guide per missili Sidewinder alle estremità alari, un punto d’attacco centrale e quattro punti d’attacco subalari, ai quali può agganciare un totale di circa 3800 kg di armi e/o serbatoi. Con due serbatoi esterni da 1000 litri, due missili Sidewinder, due bombe classe Paveway, un pod di designazione, l’AMX ha un raggio d’azione con profilo HI-LO-LO-HI di circa 900 km. Può avere il rifornimento in volo. La sua velocità massima è pari a 1045 km/h a quote medio-basse, ossia a Mach 0,86.

Il progetto era buono, ma nacque in un momento un po’ difficile. Infatti negli anni ’80 molte nazioni, interessate all’AMX, preferirono poi acquistare velivoli da addestramento avanzati, impiegabili anche per l’attacco leggero. Nello specifico, fu l’inglese BAE HAWK a tagliare una buona fetta di mercato all’AMX. D’altra parte, la accessibilità all’F-16 a prezzi molto vantaggiosi (praticamente un F-16 base costava quanto un AMX) impedì poi definitivamente le possibilità di esportazione dell’AMX.

Peraltro, non si può certo sottacere come il velivolo abbia sin da subito ricevuto dagli addetti ai lavori e dall’opinione pubblica valutazioni contrastate. L’AMX è, infatti, un aereo che ha fatto molto discutere riguardo alla sua reale efficacia, rapportata agli investimenti effettuati e al ruolo a cui è stato assegnato. La vita operativa si svolse con notevoli difficoltà sin da subito per una serie di importanti problemi tecnico-logistici che ne compromisero l’efficacia e l’affidabilità. Tanti gli incidenti gravi, con principale accusato il motore Spey ritenuto troppo anziano come concezione e sottodimensionato, che fecero addirittura derivare sequestri cautelativi di tutti gli AMX della Forza armata.

Venne quindi presa la decisione di ritirare dal servizio la prima “tranche” di aerei consegnati, per un totale di 60 monoposto e 9 biposto, il cui costo di ricondizionamento era incompatibile con i bilanci già indeboliti dalla partecipazione al programma Eurofighter. Solo sulla rimanente parte della flotta vennero introdotte le modifiche necessarie e i 50 monoposto e 17 biposto residui giunsero alla maturità operativa.

L’AMX nacque dunque con un po’ di problemi. Solo alcuni in particolare:

  • il motore scelto per l’AMX, vecchio Spey della Rolls Royce ossia un motore degli anni ’60 che spingeva i vecchi bombardieri Buccaneer. Certo lo Spey era affidabile e costava poco, ma consuma tantissimo, la manutenzione è costosa e la potenza non proprio eccellente (tra l’altro è privo di post-bruciatore).
  • l’aereo è stato immesso in servizio troppo presto, ed è stato costantemente aggiornato ma non per tutti gli esemplari. A beneficiarne furono solo quelli in consegna, con il risultato che si sono avute una decina di sottoversioni con grossi problemi di affidabilità e di manutenzione. Tutto ciò ha prodotto che le prime decine di esemplari alla fine sono stati ritirati prematuramente dal servizio.
  • l’avionica era proprio scarna, l’aereo non aveva un radar e quindi le sue capacità erano limitate all’attacco diurno con sole bombe e razzi, oltre al cannone di bordo. Di fatto non propriamente ciò che i suoi piloti avrebbero desiderato avere tra le mani…

Nel tempo l’AMX è maturato molto, fino ad essere un aereo abbastanza affidabile e onesto.

Impiego del velivolo

I primi esemplari cominciarono a essere consegnati nel 1988, al Reparto Sperimentale Volo e al 103º Gruppo del 51° Stormo, primo reparto operativo dotato dell’AMX. Negli anni successivi furono equipaggiati il 13º e 101º Gruppo del 32° Stormo, il 132º Gruppo del 51° Stormo, il 14º Gruppo del 2° Stormo e il 28º Gruppo del 3° Stormo. Questi ultimi due ora sciolti. Il 29 luglio 2014 il 101º Gruppo è stato ricollocato presso il 51º Stormo sulla base di Treviso-Istrana. Nonostante i problemi avuti, è stato il velivolo jet aero-tattico maggiormente utilizzato dall’Aeronautica Militare in missioni fuori dai confini nazionali. L’apparecchio, utilizzato dal 1989 dai piloti del 51° Stormo di Istrana, nasce soprattutto quale aereo da appoggio tattico alle truppe terrestri (CAS, Close Air Support). Anche in tale ottica è stato impiegato in diversi teatri operativi tra cui Balcani, Libia, Afghanistan e Iraq. Le carenze di prestazioni e di affidabilità ebbero effetto anche sull’impiego operativo e i Ghibli non furono schierati nella guerra del Golfo del 1991 e solo limitatamente nell’Operazione Deliberate Force del 1995 sulla Bosnia, in quanto, all’epoca, ai menzionati problemi di affidabilità dei motori si aggiungevano limiti della capacità operativa in condizioni notturne o di bassa visibilità.

In campo nazionale, è stato anche utilizzato in preziose missioni di ricognizione nell’ambito del supporto della Difesa in casi di emergenze e pubbliche calamità quali ad esempio eventi sismici, alluvioni e contributo ad attività di contrasto ad attività illecite.

Fine carriera per l’AMX Ghibli dell’Aeronautica Italiana

Venerdì prossimo, 5 aprile 2024, presso l’aeroporto militare di Istrana – sede del 51° Stormo Caccia – l’Aeronautica Militare celebrerà la cerimonia di phase out del velivolo, giunto al termine della sua vita operativa dopo 35 anni di intensa attività sia in territorio nazionale sia all’estero.

Ancora un pezzo di storia militare che prenderà posto negli albi d’onore e nei ricordi di vita vissuta. Grande merito va ai piloti che si sono alternati alla cloche di questo caccia che, nonostante non si fosse sin da subito rivelato di livello eccelso, sono riusciti a fargli scrivere pagine importanti della nostra Aeronautica Militare.

Con Exforma Vincitori o rimborsati

Vincitori o rimborsati

Se non superi il concorso a cui hai partecipato ti riprepariamo gratuitamente per quello successivo oppure ti rimborsiamo per intero la somma che hai pagato.

90% di studenti vincitori

il 90% dei nostri studenti, che ha completato il ciclo di studi, ha vinto il concorso. Il tasso di idoneità complessiva alle prove supera il 93%. Clicca sul link e approfondisci.

Un mentore personale

Avrai a tua disposizione un tutor esperto, con esperienza pluriennale, che ti accompagnerà durante l’intero percorso, diventando il tuo vero e proprio punto di riferimento.
Quizzo - l'app per superare prova a quiz concorsi militari, forze armate e polizia

App dedicata ai quiz

Esercitarti a superare la prova di preselezione. È inclusa nell’offerta, al suo interno troverai centinaia di migliaia di quiz, provenienti dalle banche dati ufficiali delle varie amministrazioni.
Mentoring Exforma
Un mentore personale a tua disposizione
Una volta entrati in Exforma avrai a tua disposizione un mentore con esperienza pluriennale che ti accompagnerà durante l’intero percorso, diventando un vero e proprio punto di riferimento. Otterrai assistenza dedicata e personalizzata che comprende: ausilio logistico e burocratico, aiuto nello studio, consigli pratici, supporto in caso di difficoltà, preparazione di una strategia concorsuale vincente e molto altro.